Il caldo eccessivo incide sulla memoria e sulla capacità di ragionamento

Il caldo eccessivo tipico dell’estate, oltre a provocare i classici cali di pressione, mal di testa, svenimenti e insolazioni, incidono anche sulle capacità logiche e di ragionamento. A dimostrarlo è uno studio dell’Università di Harvard, che si concentra su una categoria considerate meno “a rischio”: i giovani.
La ricerca è la prima a evidenziare le conseguenze negative del calore in luoghi chiusi sul cervello e sul suo funzionamento in un gruppo di giovani adulti sani.


I ricercatori hanno infatti appurato che gli studenti che alloggiano in dormitori senza aria condizionata ottengono, al risveglio, performance cognitive più scadenti rispetto a quelli che riposano al fresco.
Al risveglio i ragazzi sono stati sottoposti ad alcuni test sul cellulare: il primo per testare la velocità di risposta e la capacità di focalizzarsi sugli stimoli rilevanti, in presenza di elementi di distrazione e il secondo basato su una serie di domande di aritmetica, per testare la memoria di lavoro.

I risultati hanno evidenziato che durante l’ondata di calore, chi aveva riposato in edifici con aria condizionata è risultato non solo più veloce nelle risposte, ma anche più preciso. Gli studenti dei dormitori-forno invece, hanno avuto tempi di reazione più lunghi del 13,4% e punteggi inferiori del 13,3% nei test di addizione e sottrazione. In generale hanno ottenuto punteggi inferiori in cinque parametri cognitivi, inclusi rapidità delle risposte e memoria di lavoro.

Per i ricercatori, il calo è legato sia a fattori ambientali (come il rumore dovuto alle finestre aperte) sia fisiologici (bassa qualità del sonno dovuta all’afa, scarsa idratazione).

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