Certificazioni sportive, Rete Pas chiede una stretta sugli abusivi

Per contenere il crescente fenomeno delle visite di Medicina dello Sport effettuate aggirando la legge, Fondazione Pas ha inviato alla Regione Toscana una petizione con cui chiede l’attuazione di una serie di misure affinché venga garantita e certificata la qualità del lavoro medico a tutela dell’atleta e delle società sportive.
Il testo, inviato anche a tutte le strutture sanitarie toscane che si occupano di Medicina dello Sport con l’invito a condividerlo e a sottoscriverlo, evidenzia il dilagante e pericoloso malcostume delle visite eseguite al di fuori del rapporto di assistenza del proprio medico di fiducia o effettuate da un medico specialista in Medicina dello Sport al di fuori di una struttura sanitaria autorizzata.

Mario Pacinotti, presidente Fondazione Pas

La vigente normativa infatti dispone che la certificazione attestante l’idoneità fisica alla pratica di attività sportiva di tipo non agonistico venga rilasciata dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta solo ai propri assistiti oppure dal medico specialista in Medicina dello Sport all’interno di una struttura sanitaria tramite un modello che però non consente di verificare la  sussistenza proprio di queste due condizioni.
«Considerato che lo sport è un fenomeno di massa in continua espansione – spiega Mario Pacinotti, presidente della Fondazione Pas – è fondamentale garantire non solo una scelta medica sempre più ampia e libera, ma anche la certezza che si agisca nel pieno rispetto delle regole a tutela dell’atleta, ma anche delle società e delle associazioni sportive, per le quali il pericolo è che le conseguenze di irregolarità ricadano su di loro. Per questo motivo abbiamo chiesto alla Regione Toscana di integrare il modello di certificazione con nuove e specifiche dizioni».

Certificazioni sportive, Rete Pas chiede una stretta sugli abusivi

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