La Nazione: riconoscere e combattere il melanoma, l’importanza della prevenzione

I nei sono anomalie della cute che appaiono sulla pelle come chiazze pigmentate. Si tratta di  neoformazioni generalmente benigne che raramente e per fortuna, possono dare origine ad un melanoma.
Per capire le caratteristiche di questa patologia e di come contrastarla efficacemente, abbiamo intervistato Andrea Longo, medico dermatologo in servizio presso gli ambulatori Rete Pas.

Cos’è il melanoma?
È il più aggressivo e pericoloso dei tumori cutanei. Prende origine dai melanociti della cute e delle mucose oppure dai melanociti delle lesioni neviche. Talvolta, in casi eccezionali, può localizzarsi anche in altre sedi, come l’occhio, l’orecchio interno o le meningi.  Fino a qualche tempo fa era considerata una neoplasia rara, ma la sua incidenza è andata progressivamente aumentando, con una crescita annua del 4% circa.
Il melanoma colpisce indistintamente entrambi i sessi con maggiore prevalenza tra i 40 e i 60 anni, anche se risulta opportuno sottolineare che nessuna età può considerarsi totalmente al sicuro.
Quali sono i soggetti maggiormente a rischio?
Sicuramente le persone a fototipo chiaro, cioè con carnagione, occhi e capelli chiari. Ma è importante anche il numero e la tipologia delle lesioni neviche presenti sulla pelle. Bisogna poi non sottovalutare il fattore familiarità: nei soggetti con parenti di primo grado che hanno avuto un melanoma, le possibilità di sviluppare loro stessi la patologia aumentano. Anche i fattori ambientali giocano un ruolo fondamentale: le esposizioni non corrette alla luce solare, con susseguenti eritemi (specie in età giovanile) e la cattiva abitudine di abbronzarsi con l’aiuto di lampade solari, accrescono il rischio di comparsa del melanoma.
Si tratta di una patologia in continuo aumento. Come si può contrastare?
Il melanoma è la neoplasia che, negli ultimi 30 anni, ha visto aumentare maggiormente la propria incidenza sulla popolazione. La prevenzione è quindi fondamentale per diminuire l’elevata mortalità che lo caratterizza: circa 1800 decessi ogni anno solo in Italia a causa di una patologia che paradossalmente è visibile sin dal suo esordio e nella maggior parte dei casi impiega alcuni anni prima di poter mettere a rischio la vita del soggetto colpito.
Bisogna quindi sensibilizzare le persone affinché effettuino periodicamente un controllo accurato della propria pelle ed eventualmente a rimuovere le lesioni neviche a rischio. Un melanoma, se asportato precocemente, ha infatti una percentuale di guarigione vicina al 100% e l’intervento chirurgico dura pochi minuti con una semplice anestesia locale.

Esistono dei segnali che devono spingere il paziente a rivolgersi al proprio medico o allo specialista?
Ognuno di noi dovrebbe controllare la propria pelle almeno una volta all’anno. Ciò è importante soprattutto se il soggetto ha un alto numero di nei (più di 50). Particolare attenzione devono inoltre destare quei “nei” che compaiono all’improvviso e che aumentano rapidamente di dimensione, soprattutto se piatti e particolarmente scuri.
Per valutare i nostri nei, ci viene in aiuto la semplice regola dell’ABCDE. Bisogna cioè prestare interesse e consultare il proprio medico o lo specialista, se:
A)    Un neo è Asimmetrico;
B)    Ha i Bordi irregolari;
C)    Cambia di Colore;
D)    Ha Dimensioni superiori ai 6 mm;
E)    Ha un’Evoluzione di forma e di dimensione.

La Nazione: riconoscere e combattere il melanoma, l’importanza della prevenzione

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