Scompenso cardiaco: individuato l’enzima che provoca la fibrosi del miocardio

Lo scompenso cardiaco è la principale causa di ricovero ospedaliero negli over 65, rappresentando il 3% di tutti i ricoveri e assorbendo il 2,5% del budget sanitario complessivo. La mortalità è elevatissima, anche a breve termine: ben il 50% a 5 anni dalla diagnosi. Proprio per questo motivo la comunità scientifica internazionale è alla continua ricerca di nuovi strumenti terapeutici.

Un gruppo di ricercatori americani, tedeschi e spagnoli ha individuato un enzima che potrebbe portare ad una terapia personalizzata dello scompenso cardiaco. Nello studio pubblicato su Nature Communications, emerge infatti che un eccesso di lisil-ossidasi-like 2 (Loxl2) sarebbe in grado di determinare quell’aumento di fibrosi del muscolo cardiaco, che ne altera il normale funzionamento e facilita la comparsa di scompenso cardiaco. Ne consegue che l’eliminazione di questo eccesso di Loxl2 porta alla correzione della fibrosi e migliora la funzionalità cardiaca, prevenendo la comparsa o la progressione dello scompenso.

In sintesi: l’enzima Loxl2 sembra avere le caratteristiche ideali per diventare un nuovo bersaglio terapeutico nello scompenso cardiaco.

 «Si tratta di una strategia – afferma uno dei ricercatori –  che potrebbe risultare preziosa in almeno il 50% dei casi di scompenso cardiaco, per i quali al momento non disponiamo di alcun trattamento».
 

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Scompenso cardiaco: individuato l’enzima che provoca la fibrosi del miocardio

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