Infarto, arresto e scompenso cardiaco: ecco come riconoscerli

Secondo uno studio condotto dall’Istituto Superiore della Sanità, le malattie cardiovascolari sono responsabili del 44% dei decessi registrati in Italia. Situazione non molto diversa dal resto del mondo, dove le stesse patologie provocano ogni anno più di 17 milioni di morti. Infarto, scompenso e arresto cardiaco sono i problemi cardiovascolari a cui spesso si fa riferimento.

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  • Infarto: consiste nell’interruzione del flusso di sangue al muscolo cardiaco e può essere fatale. Si manifesta con fastidi e dolore al petto, a collo, alla mascella, alla schiena, alle spalle o alle braccia, fiato corto, nausea e sensazione di avere la testa leggera. Le cause principali sono riconducibili all’aterosclerosi, fumo o uso di droghe.
  • Arresto cardiaco: può essere una conseguenza dell’infarto. Si tratta di un problema di natura elettrica che porta all’interruzione improvvisa del battito del cuore, causando collassi che potrebbero portare al decesso.
  • Scompenso cardiaco: è l’incapacità del cuore di pompare il sangue in modo efficiente. Potrebbe compromettere la funzionalità renale e generare accumulo di liquido nei polmoni. A causarlo possono essere l’ipertensione, il diabete, l’obesità o una malattia coronarica.

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