Cadute negli anziani: le cause più frequenti

Le cadute negli anziani possono essere molto rilevanti e, a volte, condizionano radicalmente le abitudini e lo stato di salute.

cadute negli anzianiDi questo ne abbiamo parlato con il dott. Guido Gori geriatra, psichiatra e direttore scientifico di Rete Pas.

“E’ caduto il nonno!!!
Molte volte cadere a terra da ragazzi e da giovani adulti è una cosa su cui si può sorridere: “ho fatto un ruzzolone….una scivolata”. Molto meno piacevole nella mezza età, ma è quasi sempre una esperienza drammatica e destabilizzante a 70 anni ed oltre.

Il 10-20% di queste cadute esitano in una frattura, con le intuibili conseguenze, perchè l‘osso senile è mediamente più fragile rispetto a quello di età precedenti. La maggior parte di queste cadute quindi non provoca lesioni oggettive di particolare rilievo clinico.
Ma nell’anziano la caduta a terra trascina con sé un concentrato di significati allarmanti (…“caduto in battaglia”, “caduto nelle grinfie di qualcuno”, “caduto in rovina, in miseria, in coma”, “caddi come corpo morto cade” disse Dante).
Tali vissuti possono essere la causa di uno stato di allarme, di una riduzione della propria autostima e di un quadro depressivo che intacca la qualità della vita del nostro soggetto, che riduce così i suoi spostamenti in casa e fuori casa.

Tra i soggetti over 65, 1 su 3 cade nello spazio di un anno e, fra quelli che cadono, quasi la metà tende a ripetere tale esperienza nello stesso arco di tempo. Riuscire a fare subito un’anamnesi e particolari test permetterebbe di individuare la causa, e quindi, in molti casi, di trovare il rimedio.

Quali sono le cause più frequenti delle cadute?

  • Spesso si sente parlare di caduta accidentale, come quella che avviene in casa (60%) o fuori, su marciapiedi sconnessi. Il termine accidentale è prevalentemente correlato all’ambiente (illuminazione scarsa, pavimento bagnato, barriere architettoniche come tappeti, soglie in rilievo tra una stanza e un’altra, scale troppo ripide, avvallamenti del terreno….) ma è anche dovuto ad una più elevata suscettibilità alla caduta, per motivi anagrafici e per alcune patologie età-correlate. Tra queste vanno considerate quelle che
    riguardano:

    • la meccanica bio-articolare, in particolare delle caviglie, delle ginocchia, delle anche.
    • la contrazione muscolare, per motivi di scarso uso o di neuropatia motoria, ma anche sensitiva che invalida la propriocezione, cioè la capacità di riconoscere la posizione del proprio corpo. In entrambi i casi si determina un rallentamento dei riflessi protettivi, cioè una alterazione delle strategie per conservare l’equilibrio, una minore abilità alla auto-correzione della postura dopo essere scivolati, inciampati, etc.
  • L’ipotensione ortostatica, associata al capogiro, si riferisce a quando la pressione sistolica cala di oltre 20 mmHg, nel passaggio da postura sdraiata a eretta. Le principali cause sono:
    • disfunzione del sistema nervoso periferico detto autonomico, cioè indipendente dalla volontà in quanto diretto agli organi interni. Tra questi il sistema circolatorio, che in queste disfunzioni (per età, per diabete…) non si vasocostringe quando assumiamo la postura eretta e quindi per motivi gravitazionali il sangue è spinto in periferia, verso il basso;
    • riduzione del volume del sangue ( microemorragie..disidratazioni..);
    • farmaci: antiipertensivi specialmente se vasodilatanti-antiparkinsoniani contenenti L-Dopa.
  • Sincope, improvvisa perdita di coscienza dovuta ad una riduzione del flusso ematico cerebrale, come può avvenire per ipotensione ortostatica o per improvvise alterazioni del ritmo cardiaco. Queste ultime, in genere, sono dovute a rallentamenti marcati della frequenza cardiaca: qui, l’applicazione di Pace- maker, risolverebbe definitivamente il disturbo. La perdita di coscienza non consente di attivare i normali riflessi di difesa e protezione per cui è alto il rischio di avere traumi consistenti ed inoltre spesso il soggetto non si ricorda il motivo della caduta, (amnesia retrograda) per cui si risveglia a terra ma non sa il perchè.
  • Altre cause di caduta: deficit della vista, per intuibili motivi. Effetti collaterali di certi psicofarmaci, come tranquillanti minori e maggiori, cioè benzodiazepine o antipsicotici, che rallentano o annullano i riflessi protettivi anticaduta. Deficit cognitivi perché nella nostra attività motoria abbiamo bisogno di una valida funzione attentiva, compromessa invece in questi casi, e perchè, da anziani mentalmente decaduti,i perdiamo la capacità di svolgere contemporaneamente due compiti (simultaneo-agnosia): ad esempio, durante il cammino, può capitare di discutere con chi ci accompagna o con chi si incontra. In lingua anglosassone esiste una espressione che condensa questo concetto: “walking-but not talking”.

Altri motivi conferiscono alla caduta di un anziano l’etichetta di segnale di allarme, non solo per il soggetto interessato ma anche per chi se ne prende cura. In alcune forme di demenza, come in quella a corpi di Lewi o nella paralisi progressiva sopranucleare, la caduta a terra frequente e ripetuta anticipa di molto tempo l’esordio dei sintomi cognitivi. Per questo motivo l’anziano che cade richiede sempre un approfondimento specialistico, allo scopo di chiarire se la caduta può essere o no l’epifenomeno di qualcos’altro non ancora individuato.

Cadute negli anziani: le cause più frequenti

Dott. Guido Gori

Geriatria, Psichiatria

Il dott. Guido Gori, geriatra e psichiatra, ha conseguito due specializzazioni all’Università di Firenze: Geriatria e Gerontologia Psichiatria. Nel corso della sua carriera si è perfezionato in Psicoterapia, Psicogeriatria, nella cura della demenza e delle malattie affettive della 3° e 4° età.

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