Cosa succede nel tempo a chi ha avuto il Covid

Che cosa succede nel tempo a chi ha avuto il Covid? Questa e altre domande sono state fatte attraverso un sondaggio online del Corriere.it nel mese di giugno 2021, insieme all’Associazione Peripato, a circa 3mila persone che hanno il contratto il virus Sars-Cov2 in questo 2021.

I risultati del sondaggio mostrano come tra la maggior parte dei sintomi manifestati tra i malati nella fase acuta del covid, vi siano: la stanchezza, le alterazioni del gusto e dell’olfatto, i dolori muscolari, la tosse e la mancanza di fiato. Tutti sintomi, questi, che si sono presentati con una maggiore o minore intensità in relazione alla gravità della malattia.

Percorso post covidLe domanda poste successivamente agli intervistati si riferiscono, invece, al post covid, cioè al periodo successivo alla loro malattia avuta con fase acuta e poi guariti. I risultati sono sorprendenti: complessivamente il 36% ha riferito disturbi della memoria, il 40% difficoltà alla concentrazione, il 30% ansia e depressione, il 74% stanchezza e il 60% mancanza di fiato da sforzo, per limitarsi ai più frequenti.

Al momento della compilazione del questionario, avvenuta nel giugno 2021, il 44% dei soggetti ricoverati riferiva ancora di soffrire di stanchezza, il 41% lamentava mancanza di fiato sotto sforzo, il 30% affaticabilità muscolare.

Infine, tra chi, invece, ha contratto la malattia ma non è stato ospedalizzato, i disturbi più spesso riportati, in ordine di frequenza, sono: stanchezza (30%), mancanza di fiato da sforzo (19%), alterazione dell’olfatto e difficoltà alla concentrazione (16%). Soltanto il 38% degli assistiti a domicilio e il 23% degli ospedalizzati sono risultati totalmente asintomatici a distanza di tempo dal Covid.
Per quanto riguarda i disturbi del sonno circa il 45% degli ammalati ha iniziato a soffrirne, con una lieve maggior frequenza tra gli ospedalizzati.

Visite e controlli post- Covid

Nella gran parte dei pazienti intervistati, emerge anche un diverso grado di controlli medici successivamente alla malattia da Sars-Cov2: la maggior parte non ha eseguito nessun tipo di controllo dopo la malattia e gli esami più frequenti sono stati quelli del sangue. Inoltre, nonostante il Coronavirus abbia avuto come bersaglio fondamentalmente i polmoni, è strano constatare come difficilmente, le persone poi guarite, abbiano eseguito una spirometria o una rx al torace.

Cosa offre Rete Pas per i pazienti che hanno contratto il virus Sars Cov2?

Per offrire un servizio dedicato alle persone che hanno contratto il virus e che continuano ad avvertire sintomatologie correlate importanti, Rete Pas ha attivato un percorso dedicato, completo e rapido, con valutazioni specialistiche e criteri di accesso graduale:

  • Si inizia con una prima valutazione specialistica –visita pneumologica, visita neurologica o visita geriatrica) a seconda dell’età della persona (maggiore o minore di 70 anni) e del sintomo che manifesta.
  • Dopo il primo accesso, sono coinvolte nel progetto anche valutazioni di tipo neurologico, cardiologico, psicologico, psichiatrico…, a seconda della patologia riconosciuta, e eventuali approfondimenti diagnostici.

 

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